venerdì 23 ottobre 2026

Le FIAT di FER: Da Suzzara a Sermide

Linea Ferroviaria Suzzara-Ferrara

Un po' di storia della linea 
(fonte: Wikipedia, con integrazioni)

L'apertura della ferrovia avvenne in due momenti: il tronco da Suzzara a Sermide fu inaugurato il 01 luglio 1888, mentre quello tra Sermide e Ferrara fu avviato all'esercizio il 22 dicembre dello stesso anno. Il collaudo definitivo si svolse il 30 marzo 1889, mentre l'approvazione ministeriale fu pubblicata il 29 aprile 1895.

Dal 1902 il tratto da Ferrara a Porotto fu utilizzato dalla Ferrara-Modena della Società Veneta. In quell'anno la stazione della società veneta divenne anche fermata della linea ferroviaria FSF, una situazione che durerà fino alla dismissione della strada ferrata per Modena nel 1956.


La società ferroviaria capì come la linea potesse rappresentare un'ottima direttrice di collegamento fra la pianura padana e la costa adriatica. Per questo motivo, dalla fine degli anni cinquanta, la utilizzò per i treni del mare: un servizio ferroviario diretto che, prima da Mantova, poi progressivamente da Cremona, Brescia/Verona e - dal 1970 - da Bergamo arrivava a Pesaro, passando per le località della riviera romagnola e marchigiana.

Nel 1985 la concessione della linea fu rilevata dal Ministero dei trasporti con decreto interministeriale del 09 dicembre e la società entrò in Gestione commissariale governativa. La nuova amministrazione proseguì nel rinnovamento del materiale rotabile e migliorò l'infrastruttura, rettificando il tracciato in certi punti (comprese le due varianti di Bondeno e Sermide) per renderlo più adatto alle moderne esigenze di traffico, ed elettrificando il tronco Poggio Rusco-Ferrara. Ora la velocità massima ammessa nella linea è di 120 km/h.
I tratti di linea più recenti spesso sono affiancati a quelli storici che sono stati dismessi e lasciati armati (ben visibili da mappa satellitare).

Nel 2002 la regione Emilia-Romagna decise di fondere la società di gestione FSF con le altre tre società che gestivano le linee in concessione della regione. L'esercizio della linea fu quindi stato affidato alla società nata alla conclusione di questo processo, la FER. 

A partire dal febbraio 2012 i servizi passeggeri sulla linea sono svolti da TPER, mentre FER mantiene la gestione dell'infrastruttura. Dal 01 gennaio 2020 il servizio ferroviario è passato in carico a Trenitalia Tper.

Nell'ambito del progetto di potenziamento del nodo ferroviario di Ferrara, è in costruzione un raccordo fra la linea Suzzara-Ferrara e le linee per Ravenna e Rimini e Codigoro, che permetterà ai treni merci in transito di evitare l'inversione di marcia nella stazione di Ferrara. Tuttavia nel febbraio 2013 tali lavori risultano parzialmente sospesi in attesa che siano autorizzate le varianti adeguanti le opere di interramento alle norme antisismiche e di sicurezza delle gallerie ferroviarie che sono state emanate in seguito al terremoto dell'Emilia del 2012.


giovedì 8 ottobre 2026

Le FIAT di FER: Da Parma a Suzzara

Linea Ferroviaria Parma-Suzzara

Un po' di storia della linea 
(fonte: Wikipedia, con integrazioni)

La linea ferroviaria fu inaugurata il 27 dicembre 1883.
La ferrovia venne affidata alla Società Veneta che la esercì a partire dal 1º gennaio 1885 fino al 6 febbraio 1986 quando subentrò la Gestione commissariale governativa della Ferrovia Parma Suzzara (FPS).

Dal 1 gennaio 1990, con l'eccezione di quella relativa alla Ferrovia Bologna-Portomaggiore, le gestioni commissariali governative della vecchia Società Veneta, compresa la FPS, furono unificate sotto un'unica amministrazione: la gestione commissariale governativa delle Ferrovie Venete. A seguito della legge n. 662/1996, dal 1 gennaio 1997 l'esercizio della ferrovia fu affidato, a titolo provvisorio, alle Ferrovie dello Stato allo scopo di regolare il previsto passaggio di gestione alla regione Emilia-Romagna. Il passaggio si verificò il 31 dicembre 2000, quando avvenne il subentro di FER.





Tra il 2004 e il 2010 il tronco fra Brescello e Parma fu chiuso per consentire la costruzione dell'interconnessione di Parma Est fra la linea Milano-Bologna Tradizionale e quella ad Alta Velocità e la messa in sicurezza del ponte sul torrente Enza. I treni vennero limitati alla tratta Suzzara-Brescello e autosostituiti da Brescello a Parma. La tratta da Parma al 2° bivio Parma Est venne riaperta a doppio binario ed elettrificata.
La limitazione a Brescello avvenne anche tra il 2017 e il 2019 per riparare i danni dell' alluvione al torrente Enza presso Lentigione.

Nel 2012, il servizio passeggeri passò a Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (TPER) e, dal 1 gennaio 2020, a Trenitalia Tper.

Il 16 marzo 2018 la Regione Emilia-Romagna comunicò il progetto di elettrificazione della linea ferroviaria e tre anni dopo vennero finanziati i lavori. Sull'intera tratta dall' interconnessione di Parma a Suzzara si installò la nuova catenaria in alluminio, tipo omnia.

I lavori terminarono l'11 luglio 2025, mentre la prima corsa di prova fu effettuata il 12 aprile dell'anno seguente, impiegando l' ETR350.107 sulla tratta Parma-Luzzara. Il servizio commerciale con la nuova trazione è iniziato il 18 maggio 2026.


giovedì 1 ottobre 2026

Le FIAT di FER: decenni di servizi a nafta

Con il cambio orario estivo 2026 è giunta al termine, dopo decenni, l'avventura in Emilia Romagna e dintorni delle automotrici FIAT ALn663 e ALn668.

Ripercorriamo quindi, limitatamente a quanto disponibile nel mio archivio, l'ultima parte di servizio che ha coinvolto le tratte Parma-Suzzara, Suzzara-Ferrara e Ferrara-Codigoro, inquadrando il periodo temporale che va dal 2006 al 2026. In particolare vedremo una documentazione più dettagliata dell'ultimo anno di esercizio sul quale mi sono concentrato durante la primavera per un'occasione unica ed irripetibile, ovvero la messa fuori servizio degli ATR220 "ATRIBO" che dovevano sostituire proprio le automotrici.

In origine tutte le automotrici ed i rimorchi ad esse collegati erano sparpagliate in più amministrazioni e imprese ferroviarie: 

FP - Ferrovie Padane, con deposito a Ferrara Porta Reno per la linea Ferrara-Codigoro e servizi nei dintorni di Ferrara, fino a Bologna e Padova.

FSF - Ferrovia Suzzara Ferrara, con deposito a Sermide per la linea Suzzara-Ferrara, con servizi allungati a Mantova, Verona, Bologna e per i treni del mare da Pesaro a Cremona, Brescia e Bergamo (la Freccia Orobica)

FPS - Ferrovia Parma-Suzzara, (ex SV Società Veneta) con deposito a Suzzara e poi a Guastalla

FBP - Ferrovia Bologna-Portomaggiore, (ex SV Società Veneta) con deposito a Bologna Roveri e servizi sulla Bologna-Portomaggiore e successivamente Bologna-Vignola.

ACT - Azienda Consorziale Trasporti Reggio Emilia, con deposito a Reggio Emilia S.Croce, dove venivano gestite le relazioni Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano d'Enza.

Le prime 4 Ferrovie regionali hanno cessato l'esercizio in proprio nel 2001 quando è stata costituita FER (Ferrovie Emilia Romagna), con il conferimento di tutti i rotabili interessati all'interno della nuova società.

Dal 2001 al 2009 il consorzio si è allargato con ATC Bologna (linea Bologna-Vignola), ATCM (linea Modena-Sassuolo) e per ultima ACT Reggio Emilia, confluita nel 2009.

Nell'atto di suddivisione secondo le norme europee fra gestore infrastruttura ed esercizio FER ha tenuto la parte di gestione delle linee mentre i rotabili sono confluiti prima in TPER e poi in Trenitaliatper, pur rimanendo in proprietà della stessa FER.

Con la riunificazione delle varie aziende è iniziata anche la semplificazione della gestione dei mezzi, chiudendo alcuni depositi come Casalecchio, Guastalla, Suzzara e infine Ferrara Porta Reno (ora Bivio Rivana) lasciando attivi solamente Sermide, Reggio Emilia S.Croce e Bologna Roveri. Al passaggio in esercizio completamente elettrico del bacino di Bologna quest'ultimo deposito è stato spogliato di mezzi diesel occupandosi degli ETR350.

L'accentramento delle manutenzioni a Sermide e Reggio Emilia S.Croce ha portato anche lo sparpagliarsi del materiale rotabile, che piano piano è diminuito in numero in concomitanza con l'attivazione in trazione elettrica delle linee del bacino di Bologna prima, poi le Reggiane ed infine delle Ferraresi. L'ultimo nucleo di ALn668 e ALn663 era assegnato a Sermide.

A partire dal 2012 sono iniziate anche le demolizioni dei materiali più vetusti (ALn668 serie 1400/1800/1900), meno prestanti o in cattive condizioni. A spingere determinati mezzi verso una fine apparentemente prematura (come ad esempio le ALn668.003 e 004 ex FBP o le ALn668.1010-1013 ex FP anche le caratteristiche disomogenee dei vari rotabili, ordinati decenni prima con necessità differenti fra rapporti di trasmissione particolari, velocità massima e accoppiabilitá; nei tempi più moderni si è preferito tenere accoppiati automotrici e/o rimorchi della medesima origine, spostarli da un deposito all'altro a gruppi ecc. Questa impronta è durata fino all'ultimo giorno di esercizio. Solo automotrici e rimorchi ex FP sono completamente accoppiabili fra di loro.


Vita quotidiana al depositi di Sermide: la ALn663.021 sta effettuando il rifornimento del gasolio,
a fianco della ALn668.017 accantonata. 27/03/2026


giovedì 24 settembre 2026

Gli Schiacciabinari© del Polesine

In anni che cerco questo tipo di servizi non avrei mai immaginato ne' sperato di poterli avere letteralmente sotto casa. Li potrei soprannominare "Schiacciabinari in casa"!

Scherzi a parte io e un amico appena saputo della chiusura per lavori causa rinnovo da fine maggio a inizio luglio della linea Verona-Rovigo abbiamo messo sul piatto la battuta: "Pensa se si faranno gli schiacciabinari!". Presa sul ridere abbiamo archiviato la cosa per quello che era: una semplicissima battuta fra amici appassionati nonché sognatori della vecchia ferrovia.

Tra i lavori da eseguire:

  • rinnovo binario di precedenza Bovolone;
  • spinta cassone in calcestruzzo armato per nuovo sottopassaggio fra Bovolone e Cerea;
  • rinnovo tratti di linea da Legnago a Rovigo;
  • rinnovo binari e deviatoi stazioni di Castagnaro, Badia Polesine, Lendinara e Costa.
  • rinnovo piattaforma di alcuni PL
  • lavori vari di rincalzamento e manutenzione straordinaria
E' stato circa a metà giugno che qualche cosa è trapelato nell'ambiente sulla possibilità che succedesse davvero con i residenti della zona, mentre un indizio decisivo è stato il trasferimento della D345.1102 di Mercitalia da Cervignano a Verona, un movimento "innocuo" ma non agli occhi di chi segue questi treni e che vede raramente le locomotive diesel spostarsi da un deposito all'altro: la locomotiva in questione è comunque una vecchia conoscenza veronese: era assegnata proprio a Verona prima del trasferimento in Friuli nel 2021/2022 ed era impegnata per i servizio su Mozzecane, Trento Roncafort e Rovigo/Cavanella Po.

Solo qualche giorno prima si è avuta finalmente qualche dritta più efficace: a Novara Boschetto ho visto la preparazione del materiale rimorchiato, ovvero 12 carri tipo Faccs carichi di pietrisco, insomma un grande classico per questo tipo di treno.
Questi i veicoli impiegati:
82 83 6999 357-5 Faccs I-MIR
82 83 6994 196-2 Faccs I-MIR
82 83 6994 391-9 Faccs I-MIR
82 83 6995 010-4 Faccs I-MIR
82 83 6994 851-2 Faccs I-MIR
82 83 6995 143-3 Faccs I-MIR
82 83 6994 233-3 Faccs I-MIR
82 83 6994 031-1 Faccs I-MIR
82 83 6994 217-6 Faccs I-MIR
82 83 6994 927-0 Faccs I-MIR
82 83 6994 925-4 Faccs I-MIR
82 83 6994 998-1 Faccs I-MIR


Il treno doveva partire in giornata verso Verona e subito dopo verso Legnago per l'inizio dei giochi, con sosta alla città scaligera per cambiare la locomotiva elettrica con le tre D345 previste. 
Le illusioni sono durate qualche ora, tanto basta perché sopprimessero tutto, rimandando al giorno successivo e limitando tutto a Verona. L'intero convoglio, già formato, avrebbe raggiunto poi Legnago il giorno stesso dell'inizio delle corse, lunedì 29 giugno 2026. Una minima cosa storta avrebbe compromesso l'intero svolgimento del servizio.

Tra gli appassionati e amici c'era parecchia adrenalina, con chi temesse che non potessero reggere il grande caldo che era appena iniziato o chi temesse che il periodo designato fosse troppo breve, perché poi sabato 4 luglio la linea doveva regolarmente riaprire al traffico viaggiatori.
Io invece ho conservato una serena tranquillità, forse perché raffrontavo l'organizzazione con quella ottima vista in Valsugana o quella comunque buona vista sulla Vicenza-Schio.

Il programma dei lavori era nel frattempo disponibile: 4 coppie di treni Legnago-Rovigo ogni giorno da lunedì 29/06 a venerdì 03/07 compresi fra le 7:30 e le 19:00 circa.
La linea si trovava in condizioni ottimali, mai vista così pulita dalla vegetazione in tanti anni  nei mesi estivi (solitamente è una giungla), visitata qualche giorno prima dell'inizio punto per punto ricalcando le vecchie foto fatte alle ALn668.


Lunedì 29 giugno 2026

Il primo giorno sono sveglio già prestissimo per intercettare il treno di trasferimento prima di Legnago, in modo da capire sia la composizione che dove fosse realmente il treno per organizzarmi gli spostamenti. Il convoglio transiterà per Sanguinetto circa 15 minuti prima del sorgere del sole; i 12 Faccs sono inquadrati dalle D345.1107 e 1113 (inattiva) lato Legnago e la 1102 lato Verona. La 1107 è nei colori di origine seppure rovinata dalle interperie e coperta di graffiti.




Passato il treno mi sposto verso il primo punto che avevo scelto, inedito anche per me vista la novità dello scattare in prima mattina d'estate ed è il classico stradello dei pini marittimi fra Badia Polesine e Lendinara di via Frasche. 
Dopo circa un'ora di appostamento arriva l'amico Marco direttamente da Castelfranco Veneto e pronto ad immortalare questo evento ferroviario unico e probabilmente irripetibile con questi mezzi di oltre 50 anni.
A fare preoccupare sarà però lo stesso treno che si farà attendere fino al punto di rischiare il cambio punto per la posizione della luce, ora divenuta sfavorevole. Proveremo un nuovo punto questa volta poco fuori Lendinara verso Rovigo con la scala fra i vigneti; una volta posizionati il PL si abbassa in fretta ed ecco finalmente il primo treno!



Viaggiando a velocità di linea in quel tratto, senza rischiare inseguimenti, ci spostiamo verso Rovigo fra Costa e Lendinara dove lo ribecchiamo di ritorno a Legnago con due inquadrature differenti.





E' qui che decidiamo invece di osare e lo tentiamo di inseguire il più possibile verso la sua destinazione ovvero nel punto poliedrico di Carpi fra Castagnaro e Villa Bartolomea: la rincorsa riuscirà con un margine di circa 5 minuti.





Ultima mia foto della mattinata sempre allo stradello dei pini marittimi, ovviamente girato dal lato opposto.




Scattata questa foto è ora di rimettere i remi in barca e recarsi al lavoro. La sera, terminato il turno, mi riporterò in zona ma l'unica foto che riuscirò a scattare ovvero all'ultimo treno è coperta da forte velatura pertanto non vale la pena di essere mostrata con la volontà però di poterla riproporre nei giorni successivi.


venerdì 18 settembre 2026

Viaggio in Austrovenia - Quarta Parte

Quarta parte del viaggio fotografico in Austria e Slovenia

Prosegue da qui: LINK PARTE 1 , da qui: LINK PARTE 2 e da qui: LINK PARTE 3


Mercoledì 29 luglio 2026  

La Pyrnbahn e qualcosina in più

La giornata successiva ai deviati ho ripreso in toto il programma iniziale, desideroso di variare il tema principale della vacanza e passando alla trazione elettrica. Vicina geograficamente ad Eberstalzell c'è la Pyrnbahn, ovvero quell'asse nord-sud che collega Linz con il nodo di Selzthal.

La linea è anche abbastanza famosa tra i fotografi italiani, tanto che molti di loro sono già stati lungo questi binari: non ho nulla da improvvisare e mi bastano alcune tra le location più famose per riempire un'intera giornata di foto. 

Prima di iniziare però vorrei evitare di buttare un'intera giornata a caccia di treni diesel su un insieme di linee nei paraggi della base, che tanto mi ha fatto dannare nel mettere assieme le varie tappe. Con poco sforzo mi accorgo che se parto in anticipo dall'hotel dovrei riuscire a scattare una sola foto ad uno di quei treni su linea merci dedicata, la Lambach-Laakirchen, a patto che abbia un ritardo massimo di dieci minuti sulla traccia programmata. Un qualsiasi fotografo non farebbe mai questa pazzia in Italia, ma essendo in una terra di treni assai puntuali vale un tentativo.

Il viaggio è breve, appena 25 minuti, costellato da mais a perdita d'occhio nei vari campi coltivati: temo una linea occlusa dal granoturco ma con sorpresa noto che il punto foto è l'unico con il grano rasato a terra. Ho il tempo di alzare il palo a 6 metri, complice la mancanza di vento, che poco dopo inizio ad udire suoni familiari: il merci è puntuale e si presenta con una Vectron Dual Shunter, la prima che io abbia modo di vedere.



Non potendo chiedere nulla di meglio chiudo tutto e parto verso la linea del Pyrn. Sono già stato lungo questi binari, era settembre 2022 ma la settimana che avevo a disposizione è stata una follia metereologica, di fatto non sono riuscito mai a lasciare la zona di Selzthal e i punti visitati quest'anno saranno quelli del viaggio rovinato del 2022. 




La differenza rispetto al 2022 è tutta sui mezzi passeggeri: sono del tutto spariti gli IC cadenzati e navettati con la tipica composizione formata da 1116+vetture+pilota cityshuttle, sostituiti da Interregionali con materiale moderno tipo 4746. Resta qualche materiale ordinario sui regionali Linz-Selzthal con 1144 e cityshuttle (ma girati al contrario e quindi infattibili) , ma pure li i nuovi 4744 stanno prendendo il sopravvento.

Come prima tappa c'è il breve rettilineo sotto il castello di Klaus, che troverò letteralmente infestato di alberi: mi ci vorranno circa 40 minuti per ripulirne una porzione, tanto basta per una foto frontale. Lo schema della giornata in mancanza di orari e conoscenze è di rimanere in un punto per il tempo necessario che cambi l'inclinazione solare, sperando che nel mezzo passi almeno un merci.

A Klaus il sistema funziona: dopo un IR passa un merci con 1116 e container arancio:




Poco dopo mi sposto a sud presso Mitterweng, ovvero poco a nord della stazione di Spital. Oltre alle composizioni con 1144 (lato pilota) che non destano il mio interesse, tocca a due foto con 4744 su un regionale e 4746 su un IR e ad un merci con una variopinta 187 WLC. Pure in questo punto è stata necessaria la pulizia dalle piante, presumibilmente entro il prossimo anno, salvo trinciata meccanica, sarà da considerarsi perso.





Un altro spostamento minimo è verso St.Pankraz dove su un comodo prato mi fermo per un po' facendo la spola con l'ombra della fermata dell'autobus. Le foto e i colori non devono trarre in inganno, il caldo sta divenendo insopportabile anche a queste quote: si tratta del famigerato anticiclone africano che dall'Africa è arrivato sino oltre alle Alpi durante l'inizio della settimana; da casa arrivano notizie terribili con le temperature che costringono le persone dentro casa tutto il giorno.

Mi fermerò un paio di ore, piuttosto noiose, dove vedo un invio di un Talent, un IR e finalmente un merci CD Cargo con bisarche cariche.





Ultimo pezzo di linea del Pyrn è in cima al pratone Glinkerau, dove ingannerò l'attesa con asciugamano, acqua e relax. A parte le classiche pilote mi sono dovuto accontentare di un 4744, qualche merci c'è stato ma solo in direzione sbagliata rispetto alle foto che volevo fare: un gran peccato!




Sono solo a metà pomeriggio ma devo lasciare tutto perchè mi attende un viaggio di quasi 3 ore verso Wiener Neustadt, che sarà l'ultima base di appoggio dell'intera vacanza. Scendendo da Spital verso Selzthal per prendere l'autostrada noto con grande sorpresa la grande fortuna che ho avuto: la vicina valle dove corre la Ennstalbahn (piano di riserva per questo giorno sul Pyrn) era completamente chiusa da nuvole con tanto di pioggia: a pochi chilometri ho usufruito di un meteo eccezionale.
Quasi arrivato a destino l'amico Massimo mi suggerisce una tappa per chiudere la giornata: ci troviamo quindi a Neukirchen dove passa un po' di tutto (ma non merci) e dove vi posso proporre un moderno treno Stadler modello 4736.




Dopo le foto mi fermerò a cena lungo una trattoria lungo strada e a seguire arriverò a Wiener Neustadt presso un affittacamere, invero abbastanza spoglio anche se effettivamente ben fornito.


venerdì 4 settembre 2026

Viaggio in Austrovenia - Terza parte

Terza parte del viaggio fotografico in Austria e Slovenia

Prosegue da qui: LINK PARTE 1 e da qui: LINK PARTE 2


Venerdì 24 luglio 2026  

Parte 1: La Mühlkreisbahn

Dopo una giornata ricca di soddisfazione fotografica ho bisogno di un qualcosa di differente, sicuramente più leggero e meno impegnativo.

Anche il meteo è della mia stessa opinione, quindi senza troppo strafare mi prendo una comoda sveglia e relativa abbondante colazione in hotel. A tal proposito, la struttura offre questo servizio con sovrapprezzo di 9.00 € a persona, a mio parere estremamente comodo, ma un po' esoso a confronto con i prodotti disponibili.

In quanto a meteo tutta la zona nei pressi di Herzogenburg è avvolta da perturbazioni, o comunque il cielo è coperto, inadatto a programmi fotografici.

Mentre apro la finestra sento in lontananza il fischio della 2016 che da Herzogenburg si dirige LIS a Statzendorf per le manovre delle tramoggine, ma nessuna illusione: il primo varco di sole è a Linz. Proprio a Linz si trova la Mühlkreisbahn, una linea isolata dalla rete, non elettrificata, dove circolano solo treni regionali (5022 e 5047) ma con due particolarità: la ferrovia è aperta, tuttavia da previsioni doveva essere chiusa per lavori e in più alcuni treni circolano con la composizione di 5047+carro merci a due assi riadattato a trasporto biciclette.

Questa composizione mi ricorda le binate italiane fatte da ALn 668+LDn 24, con la differenza che nel mezzo sono passati 40 anni, è un po’ come tornare al nostro passato.

Mi armo quindi di pazienza e mi tuffo due ore e mezzo fra autostrada e traffico per arrivare presso un campo un po' aperto (non facevo in tempo ad arrivare nella parte alta della linea, la più interessante ma anche la più lontana, serviva accorgersi del tracciato in luce un po’ prima).

Il traffico si rivelerà stressante e lento, tanto da farmi perdere la foto a un minuto dall'arrivo (ne avevo quindici di margine).

Inverto la direzione e approfittando della sosta per servizio viaggiatori a Puchenau West e incrocio, mi invento una foto con un’abbinata fatta da drone e dal Danubio che in quel tratto costeggia la linea in parallelo nell'unico spazio dove era ammesso il volo, scattando ad automotrice+carro al seguito.




Parte 2: Figurine lungo la Westbahn

Chiusa questa parentesi, decido di soffermarmi qualche ora a "produrre figurine" (Ciao Matteo e Simone) sulla Westbahn, uno degli assi fondamentali del trasporto ferroviario in Austria, linea che parte da Wien a quattro binari fino a Linz e poi a due binari fino a Salzburg, l'unico tratto che a livello paesaggistico è più "normale" (mi devo infatti scordare le location dei giorni precedenti). Proprio in questa sezione, presso una tranquilla strada secondaria vicino a Pasching appena fuori da Linz sceglierò il luogo per la mia sosta: il traffico è intenso fra Railjet in doppia ccomposizione adenzati ogni ora per direzione, S-Bahn, regionali per Passau, Westbahn e ovviamente i merci.






Dopo un inizio un po' titubante con "la collezione dell'anonimo" (quindi locomotive spazianti dal grigio al nero) si iniziano a vedersi un po' di locomotive colorate e treni più interessanti.





















Raccolgono il mio interesse i transiti sulla relazione Linz-Passau che condividono questo tratto di linea con quelli sulla sezione principale: si tratta di treni reversibili formati dalle carrozze Cityshuttle trainati da 1116 “Taurus”, a Pasching sono tutti orientati lato pilota. Quando però noto un paio di 1144 in turno provo a cercare un posto per farle girate giuste: mi devo spingere fino ad Andorf sulla linea vera e propria per Passau, saranno fotografabili verso le 17.

Prima mi concederò una sfortunata parentesi sulla Aschacher Bahn, una breve linea diesel sfruttata solo da treni merci dalla Stern & Hafferl Verkehr, precisamente una coppia al giorno, una bella scommessa. Arrivo abbastanza stretto a Pupping, presso la ex stazione dove ho individuato il posto adatto alla prima foto: il programma è il più classico e collaudato: fotografato il treno parte l’inseguimento. L’attesa sarà breve: 10' dopo i miei dubbi sono fugati: anche qui i merci circolano ad orario preciso.

La foto invece non riesce perché è una LIS e perché la batteria (nuova) della fotocamera decide che non ha voglia di collaborare: perdo lo scatto miseramente.

Provo a rincorrere sperando che a Eferding agganci dei carri ma nulla, andrà alla base proprio LIS (ci rivedremo? Sì!).



Parte 3: Foto improvvisate sulla Passauer Bahn

Arrivo invece ad Andorf e qui la situazione sarà un po' migliore: il posto scelto a caso è sopra una trincea che sembra un campo da golf da quanto è pulita e i miei calcoli si sono rivelati corretti: il primo regionale in fascia è proprio quello con la 1144. Scatto, salvo poi replicare con una seconda foto (miglio riuscita) sul binario più fotogenico.




Seguono vari materiali leggeri fra i più tradizionali 4024 “Talent” e i più nuovi 4746 “Cityjet” e finalmente si palesa anche un merci con E193 e tramoggine ad assi (altro obiettivo, mai riuscito in Italia, queste tramoggine).





Dal momento che la luce è girata, cambio postazione e mi sposto presso Kimpling dove posso fotografare i treni direzione Germania: anche qui adotto il classico schema: aspettare il primo merci in buona luce, che arriverà un pelo tardi per i miei gusti, con inevitabile fiancata scura.







Sarà questa però -foto a parte- una tappa fondamentale per il giro in generale, dove farò delle scoperte decisamente interessanti.

Proprio vicino al punto si trova una seconda linea, che fa parte di quelle che ho scartato "perché non c'è nulla di interessante da farci", basandomi su punti foto difficili, meno numerosi e nessun merci conosciuto ad orario.

Mentre aspetto il merci elettrico direzione Passau, transitano regionali diesel navettati, 5047 varie, una doppia di 5022 che scoprirò essere una sostituzione e di cui per fortuna possiedo una foto:



Circola anche un merci, un bellissimo LTE formato da 2016 e carri ad alte sponde, tutto completamente azzurro; a questo si aggiunge un EC Wien-München diesel: alla faccia del niente!

Mi metterò presto di buona lena per organizzarci una giornata per la settimana successiva, sacrificando una tappa organizzata, la meno interessante.

La giornata odierna invece terminerà sempre nei dintorni di Kimpling presso un cavalcavia dove però non riuscirò a fotografare che carrozze pilota e Talent: peccato perché la tonalità di luce calda era fantastica.






Quasi sfiorando le 20:30, tornando ai box con due ore noiose di strada, mi fermerò ad un piccolo Gasthof lungo strada a gestione familiare. Speravo di trovare qui un po' di cucina tipica e infatti il gulash di agnello con Knödel di pane al centro è stata una rivelazione, anche se comunicare in inglese qui è stato decisamente faticoso.